
Il Sónar di Barcellona non è un semplice evento in calendario; è un sovraccarico sensoriale progettato per scardinare le percezioni ordinarie. Non si va al Sónar per "ascoltare musica", ci si espone ad esso come a una radiazione elettromagnetica che altera il battito cardiaco e la frequenza dei pensieri.
È un vero e proprio glitch nel sistema della realtà. Per tre giorni, le coordinate geografiche di Barcellona si perdono e la città diventa un laboratorio a cielo aperto dove l'algoritmo della vita quotidiana si interrompe. In questo spazio liminale, il confine tra l'organico e il sintetico sfuma: il sudore della folla si mescola al calore dei processori, e i pixel dei visual sembrano più reali della luce del sole che filtra tra i padiglioni della Fira.
L’essenza del progetto risiede nella decostruzione dei confini tra spettatore e brand, trasformando l’identità visiva in un ecosistema sensoriale che anticipa l'esperienza fisica del festival.
Tipografia Eccessiva e Massimalismo Visivo: Il lettering abbandona la funzione passiva per farsi architettura pulsante, occupando lo spazio con distorsioni e pesi estremi che riflettono le frequenze sonore del Sónar.
Geometrie Astratte e Iterazione Infinita: Il linguaggio si fonda su pattern ipnotici e stratificazioni algoritmiche in movimento perpetuo, creando un’entropia ordinata che fonde rigore digitale e fluidità organica.
Lo Spazio Fluido come Soglia Esperienziale: Il brand smette di comunicare per diventare ambiente immersivo, un portale tattile e visivo che assorbe l'utente in un'esperienza psichedelica e totalizzante prima ancora dell'evento reale.Vision Affermarsi nel panorama globale non solo come riferimento per la musica elettronica, ma come epicentro pulsante di innovazione, condivisione e sperimentazione tecnologica, dove il futuro viene intercettato e reso tangibile.
Mission Scardinare i canoni del festival tradizionale per offrire un’esperienza multisensoriale trasformativa, capace di innestare in ogni visitatore una consapevolezza estetica e sonora inedita e permanente.
Il carattere tipografico proprietario è stato progettato come un innesto digitale tra brutalismo e futurismo. Ogni glifo rifugge la morbidezza delle curve per abbracciare una spigolosità aggressiva e tagliente, dove le diagonali diventano vettori di tensione pura. La struttura massiccia e i tagli geometrici netti evocano le architetture dei sintetizzatori modulari e la precisione dei circuiti, trasformando ogni parola in un impatto visivo granitico che non accetta compromessi.
Il logo nasce come segno identitario ad alta tensione visiva: compatto, modulare e immediatamente riconoscibile. La costruzione geometrica enfatizza solidità e ritmo, mentre il disegno tagliente traduce in forma grafica l’energia sonora del festival, garantendo presenza iconica e coerenza su ogni applicazione.






In questa sezione, l'identità visiva abbandona la teoria per farsi materia. Attraverso una serie di mockup dinamici, il sistema geometrico frattale e la tipografia tagliente occupano lo spazio fisico e digitale, dimostrando come il caos organizzato del nuovo linguaggio Sónar si adatti con violenza ed eleganza ai supporti del festival. Non è solo branding, è un’interferenza visiva che prende vita..